Floriterapia

DEFINIZIONE E FINALITÀ

La Floriterapia appartiene come branca autonoma a quell’insieme di bio-discipline naturali, riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1978 (Dichiarazione di Alma-Ata). La Floriterapia, agendo sulle frequenze energetiche del nostro organismo, lo aiuta a ripristinare l’equilibrio psicosomatico, fa emergere le potenzialità vitali, l’energia creativa della persona, attraverso approcci e tecniche idonee, non invasive, efficaci e delicate.

I rimedi floreali rappresentano un sistema di promozione del benessere fisico, mentale e spirituale dell’essere umano, oltre ad un aiuto per chi presenta problematiche psicosomatiche, squilibri emozionali, disarmonie della personalità.

I primi rimedi floreali sono stati creati dal Dott. Edward Bach, pioniere della Floriterapia, vissuto negli anni trenta del secolo scorso. Con il tempo si sono sviluppati nel mondo altri Sistemi  floriterapici con complesse linee floriterapiche, come la Californiana, la Alaskiana, la Australiana, che presentano rimedi floreali adeguati e specifici per le problematiche del terzo millennio.

PRINCIPI E OBIETTIVI

Visione olistica. La visione olistica dell’uomo, come unità inscindibile tra Corpo, Mente, Spirito e Natura considera la salute e il benessere come risultato della più profonda armonia di questi elementi.

Ricercare, individuare e trattare la causa fondamentale del disagio. La Floriterapia deve focalizzare l’attenzione sulla ricerca, l’identificazione e la rimozione della causa di squilibrio emozionale, piuttosto che sui sintomi che il disagio evidenzia, altrimenti il problema potrebbe ripresentarsi anche in forma più grave. La causa dello squilibrio emozionale deve essere identificata ed eliminata se si vuole raggiungere il completo benessere.

FORMAZIONE: CONTENUTI E CONOSCENZE

In linea di massima il Floriterapeuta deve avere una formazione che preveda il possesso di un Diploma di Scuola Media Superiore e un percorso formativo pluriennale di minimo 1200 oltre a 150 ore di tirocinio pratico supervisionato, al fine di consentire una formazione completa per l’utilizzo delle metodologie applicative dei rimedi floreali.

Il percorso formativo prevede i seguenti contenuti:

  • Deontologia professionale: possibilità e limiti operativi del floriterapeuta;
  • La filosofia di Bach e i suoi rimedi, approfondimenti e studio di casi problematici;
  • La Floriterapia californiana: i rimedi floreali;
  • Elementi di Anatomia e Fisiologia;
  • Anatomia, fisiologia e patologia umana;
  • Biorisonanza in Floriterapia;
  • Le basi della Floriterapia australiana;
  • Approfondimenti sugli aspetti caratterizzanti dei rimedi floriterapici australiani;
  • Emozioni: origine, sviluppo e loro risonanze;
  • Squilibrio emozionale: fonte di disagi psicofisici;
  • La chiave di lettura dei disagi psicofisici nella storia personale;
  • Floriterapia e disagi nutrizionali;
  • Comparazione tra i vari sistemi floreali;
  • Utilizzo dei rimedi floreali nei bambini, nell’età evolutiva; negli squilibri femminili;
  • Applicazione dei Sistemi floreali in altre Discipline del Benessere e Bio-Naturali;
  • Rapporto Operatore del Benessere-cliente.

COMPETENZE E MODALITÀ OPERATIVE DEL FLORITERAPEUTA

La professione. La figura del Floriterapeuta è di estrema attualità. Le sue competenze, infatti, si rivelano di notevole utilità per il riequilibrio del sistema energetico dell’organismo. I ritmi stressanti imposti dalla società attuale mettono a dura prova il nostro sistema psicofisico, creandoci frequenti disagi emozionali che squilibrano il sistema energetico.I compiti affidati al Flower Therapist sono molto delicati, devono essere svolti da un Operatore con competenze qualificate nella conoscenza dei rimedi che va a consigliare.

L’Operatore Floriterapeuta deve essere dotato di sensibilità, capacità di valutazione, intuito per cogliere ogni informazione utile, per comprendere emozioni ed energie squilibrate.

Le sue abilità si esplicano nel sapere ascoltare quello che l’utente racconta durante il colloquio e sapergli consigliare il/i rimedi adeguati alla riarmonizzazione emozionale.

Il Floriterapeuta in particolare deve sapere:

  1. Ascoltare il proprio assistito con capacità di valutazione e intuito;
  2. Saper cogliere ogni informazione utile per comprendere i disagi;
  3. Individuare eventuali squilibri emozionali;
  4. Consigliare e illustrare i rimedi floriterapici più idonei ad ogni singolo assistito, al fine di rimuoverne la causa.

TECNICHE UTILIZZATE

La figura professionale del Floriterapeuta si rivela un aiuto efficace per l’armonizzazione dei disagi emozionali attraverso l’ausilio di strumenti semplici e innocui, fortemente energetici e sinergici, come sono le Essenze floreali, specialmente per le persone che soffrono disagi dovuti allo stress quotidiano e ai ritmi sbagliati che la nostra epoca ci impone.

Il Floriterapeuta svolge la propria attività professionale utilizzando rimedi, metodiche e tecniche di impostazione olistica, autonomamente o in ausilio alle terapie mediche, nel rispetto di un Codice di Condotta.

Il Floriterapeuta opera solo su soggetti sani, lasciando i casi che presentano patologie o necessità di psicoterapia al medico e allo psicoterapeuta. Può collaborare con essi, se richiesto, aumentando con le essenze floreali la capacità di reazione e di autoguarigione dell’utente.

BIBLIOGRAFIA

  • E. Bach – Guarisci te stesso – Nuova IPSA Editore;
  • M.E. Campanini – Curatevi con i fiori di Bach – Tecniche nuove 2009;
  • Ian Withe - Il potere terapeutico dei Fiori Australiani – Tecniche nuove, 2006;
  • Ian Withe - Essenze floreali australiane – Tecniche nuove, 2007.

Nota giurisprudenziale

Per  il nostro Ministero della Salute, e quindi l’Autorità preposta alle ispezioni Sanitarie, “medicina” e “atto medico”, la cui pratica abusiva è combattuta secondo quanto previsto dall’art. 348 del Codice Penale, sono concetti definiti. Le diagnosi e le procedure terapeutiche sono tutte già state classificate  e descritte per legge nazionale, dal 2001, in osservanza alle normative europee.

La prova che la floriterapia e altre discipline bionaturali, non invadono il territorio medico, è l’ICD-9-CM, ovvero il “Classificatore delle Diagnosi e Procedure Terapeutiche”, edito dal Ministero della Salute, Tipografia e Zecca Dello Stato, Libreria dello Stato, nel gennaio 2009 (ultima versione dello “International Classification of Diseases” del 2007), in cui sono elencate oltre 11.000 (undicimila) diagnosi e 3.000 (tremila) procedure terapeutiche.

Il Classificatore del Ministero della Salute italiano è legge dello stato dal 2001, ai sensi del Decreto del Ministero della sanità 27 ottobre 2000, n. 380. C’è stato un aggiornamento che ne ha ampliato successivamente l’obbligo di utilizzo nel Sistema Sanitario Nazionale con il D.L. del 21.11.2005 a firma del Ministro Storace (G.U. n° 23 del 05.12.2005), per quanto riguarda la classificazione delle diagnosi e procedure terapeutiche utilizzate nei referti delle dimissioni ospedaliere, nei referti delle assicurazioni e medico legali.

In questo Classificatore, non vi è traccia della dizione, “floriterapia”, “consulenza floriterapica” e simili.

I prodotti “floriterapici” non sono altresì compresi nella Farmacopea Italiana, ma sono semplicemente alimenti (integratori alimentari) di libera vendita.

Norma transitoria  secondo l’Art. 30 dello Statuto dell’Associazione APDB

Possono esercitare la presente attività professionale ed essere iscritti all’Associazione APDB anche tutti coloro i quali abbiano da almeno 5 anni svolto l’attività con documenti fiscali e/o altri documenti comunque idonei a fornire la prova richiesta e abbiano i requisiti previsti per i soci dall’art. 9 del medesimo Statuto.