Rflessologia Posturale

Prima di illustrare l’attività in oggetto, è necessario esporre un breve excursus dell’attività relativa alla POSTUROLOGIA, poiché i professionisti esercenti la Reflesso-Posturologia provengono da una formazione universitaria con conseguimento di Master universitario in POSTUROLOGIA

POSTUROLOGIA

DEFINIZIONE E FINALITÀ

La Posturologia costituisce un approccio complessivo sull’individuo, diretto e/o strumentale, che studia vari sistemi corporei, strutturali e non. Essi sono, principalmente: il podalico, il visivo, lo stomatognatico, il vestibolare e il muscolo-scheletrico. Questi, nel contesto del Sistema Tonico Posturale, sovrintendono, controllano e determinano l'interazione tra il nostro corpo e il mondo che ci circonda. In particolare, l'attenzione di chi si occupa di Posturologia è rivolta all'intercorrelazione tra detti sistemi, le strategie di compenso e la loro possibile riarmonizzazione.

L'insieme delle strutture neurofisiologiche del nostro organismo, che regolano i rapporti tra il nostro corpo e il mondo che ci attornia, costituisce il Sistema Tonico Posturale (secondo Bernard Bricot. Concetto poi ripreso, sviluppato e perfezionato da altri Autori).

Ricevendo informazioni dagli occhi, dalla pelle, dai piedi, dai muscoli, dall'orecchio interno e dal cavo orale, esso è continuamente in grado di conoscere la nostra posizione e di mettere in atto le necessarie variazioni del nostro "schema corporeo", così da rispondere sia a necessità e stimoli previsti che a quelli imprevisti.

Se nel tempo insorgono problemi a qualsiasi livello, il Sistema, che non è in grado di correggersi ma solo di autoadattarsi, metterà in atto dei compensi anche ben visibili (spalla più alta, bacino più alto da un lato. E altri). In tal caso, potranno essere percepiti dal soggetto sintomi dolorosi.

FORMAZIONE: CONTENUTI E CONOSCENZE

La formazione del Posturologo già in possesso di laurea ha la durata di un anno accademico, per un totale di 70 CFU ed è articolato in complessive 1500 ore di attività così suddivise: Lezioni frontali: 300 ore -30 CFU. Seminari, incontri di studio, convegni: 300 ore -15 CFU. Tirocini presso strutture accreditate: 500 ore -10 CFU. Attività di ricerca per Tesi sperimentale: 300 ore -7 CFU. Studio individuale: 100 ore -8 CFU. Il percorso formativo in Posturologia e Biomeccanica si basa su un ampio ricorso a metodologie attive per l'insegnamento. Le lezioni frontali comprenderanno esercitazioni teorico-pratiche, creazione di gruppi di ricerca sperimentale, incontri con esponenti del mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione.

La formazione è strutturata in otto aree scientifico-disciplinari:

  1. Neurofisiologia e Embriologia: ore 48 + 5 CFU;
  2. Biomeccanica e cibernetica: ore 48 + 5 CFU;
  3. Posturologia clinica ore 72 + 7 CFU;
  4. Osteopatia posturale: ore 12 + 1 CFU;
  5. Terapia manuale: ore 22 + 2 CFU;
  6. Scienze Motorie e riabilitative: ore 48 + 5 CFU;
  7. Medicina psicosomatica: ore 16 + 1 CFU;
  8. Diagnostica per immagini, Biometria digitalizzata, Esami strumentali: ore 34 + 4 CFU.

REFLESSOLOGIA POSTURALE  DEFINIZIONE E FINALITÀ

Gli operatori non sanitari, in possesso di diploma di Master universitario in Posturologia, con formazione universitaria non sanitaria, come i laureati in Scienze motorie o Diplomati ISEF, possono attivare unicamente una “Reflessologia Posturale”, non clinica, indipendentemente dal tipo di preparazione universitaria ricevuta, limitandosi alla sola valutazione funzionale e posturale del soggetto, previa firma del Consenso Informato da parte dello stesso, non potendo formulare diagnosi clinica né attivare procedure sanitarie di terapia o di programmazione riabilitativa.

Attraverso l’azione mirata, reflessogena di punto-pressione manuale dei Trigger Point (punti “grilletto”), è possibile rilevare alcune modificazioni del tessuto muscolare, sebbene tali modificazioni siano difformi da soggetto a soggetto. La reflessologia corporea dei Trigger Point, l’azione di bilanciamento delle “catene muscolari” e altre metodiche utilizzate in reflessologia posturale, non sono comprese nel menzionato “Classificatore” delle diagnosi e terapie ufficiali del Sistema Sanitario Nazionale, ICD-9 del Ministero della Salute. Si tratta di azioni, quindi, che esulano da quelle previste dal Classificatore e dal SSN, le quali sono invece afferenti a metodi di diagnosi clinica o di procedure sanitarie ufficiali. Per  il nostro Ministero della Salute, e quindi l’Autorità preposta alle ispezioni Sanitarie, “medicina” e “atto Medico”, “procedura terapeutiche” la cui pratica abusiva è combattuta secondo quanto previsto dall’art. 348 del Codice Penale, sono concetti definiti.

Le diagnosi e le procedure terapeutiche sono tutte già state classificate  e descritte per legge nazionale, dal 2001, in osservanza alle normative europee.

La prova che la reflessologia posturale non invade il territorio medico o sanitario, è l’ICD-9-CM, ovvero il “Classificatore delle Diagnosi e Procedure Terapeutiche”, edito dal Ministero della Salute, Tipografia e Zecca Dello Stato, Libreria dello Stato, nel gennaio 2009 (ultima versione dello “International Classification of Diseases” del 2007), in cui sono elencate oltre 11.000 (undicimila) diagnosi e 3.000 (tremila) procedure terapeutiche. Il Classificatore del Ministero della Salute italiano è legge dello stato dal 2001, ai sensi del Decreto del Ministero della sanità 27 ottobre 2000, n. 380. C’è stato un aggiornamento che ne ha ampliato successivamente l’obbligo di utilizzo nel Sistema Sanitario Nazionale con il D.L. del 21.11.2005 a firma del Ministro Storace (G.U. n° 23 del 05.12.2005), per quanto riguarda la classificazione delle diagnosi e procedure terapeutiche utilizzate nei referti delle dimissioni ospedaliere, nei referti delle assicurazioni e medico legali. In questo Classificatore, non vi è traccia della dizione, “reflessologia-posturale”.

COMPETENZE E MODALITÀ OPERATIVE DEL REFLESSOLOGO DELLA POSTURA

Il “Reflessologo della postura”, può esercitare la propria arte utilizzando uno o più delle seguenti possibilità:

  1. Svolgere valutazioni funzionali e reflesso-posturali dell’assistito, sulla base di protocolli riconosciuti da enti terzi e utilizzare anche eventuali attrezzature non invasive. Strumenti comunque non contemplati in sistemi e metodi riconosciuti come clinici, riabilitativi o terapeutici sia dal Classificatore del Ministero sia dal Sistema Sanitario Nazionale.
  2. Interpretare i dati delle valutazioni svolte al fine di inquadrare al meglio l'assistito; senza che esse siano sostitutive di diagnosi medica o si pongano in antagonismo con le procedure terapeutiche sanitarie ufficiali.
  3. Qualora richiesto, tali valutazioni e interpretazioni possono essere svolte su incarico e supervisione medica. Qualora tale forma collaborativa non sia occasionale, è bene che il Reflesso-posturologo rediga con il Direttore sanitario del Centro in cui opera, non che con il medico di riferimento per la posturologia, un Consenso Informato in cui si delineino possibilità e limiti operativi del Reflesso-posturologo e si confermi che opera sotto supervisione medica.
  4. Suggerire agli utenti che beneficiano del servizio posturale, il possibile percorso di rieducazione migliore da svolgere, redatto sulla base di valutazioni oggettive e biometriche dello stato funzionale e posturale dell'assistito, lasciando che sia il medesimo a scegliere se svolgere o meno il percorso di riarmonizzazione posturale consigliatogli.
  5. Per altri aspetti inerenti le competenze del Reflesso-Posturologo, si riporta parte della perizia medico-legale, fatta redigere all’uopo, qui allegata.

TECNICHE UTILIZZATE

Plantari propriocettivi, non ortopedici

Per “supporti plantari”, non vanno intese le ortesi identificabili nelle valutazioni e prescrizioni ortopediche, fisiatriche o nelle valutazioni fisioterapiche, ma piuttosto supporti plantari di libera vendita, “propriocettivi”, già pronti all’utilizzo. Ovvero essi si comportano semplicemente da stimolanti della volta plantare; più precisamente, da stimolatori dei recettori posturali nervosi naturalmente presenti nella pianta del piede. Stimolo effettuato in forma elastica-bioenergetica e non ortopedica. Si tratta di punti noti anche dalla Reflessologia del piede, ed è ormai acclarato da anni che quest’ultima non è una metodica né clinica né fisioterapica, ma appartenente al settore non convenzionale delle discipline bionaturali.

L’azione di tali plantari propriocettivi, è quella di riarmonizzare possibilmente le “catene muscolari”, concetto reflesso-posturale, che come si è visto, non rientra nelle possibili procedure sanitarie identificate dal Ministero e dalle prestazioni erogabili dal SSN. Tali plantari stimolatori-propriocettivi in oggetto non sono quindi un’ortesi ortopedica, e per essere suggeriti non richiedono di conseguenza, l’abilitazione del Medico, del Podologo o Tecnico ortopedico (D.M. 14.09.1994, nr° 665: profilo del Tecnico Ortopedico), né del Fisioterapista (D.M. 14.09.1994, nr° 741: profilo del Fisioterapista).

Reflesso-posturologia e valutazione con pedane sensorie

L’utilizzo di una pedana sensoria o stabilometrica, anche corredata di sistema software di valutazione automatica, è possibile da parte del professionista oggetto della presente perizia; a condizione che siano rispettati alcuni fondamenti, qui sintetizzati.

La pedana in oggetto non sarà “baropodometrica”, ma “sensoria” o “stabilometrica”,come da dichiarazione di conformità CE che la stessa dovrà possedere. Quest’ultima certificazione, dovrà posizionarla come strumento per il “wellness” (benessere) e non come pedana baropodometrica per valutazioni cliniche o fisioterapiche. E da ciò si comprende come debba necessariamente, risultare inconsistente il valore clinico o sanitario delle valutazioni della medesima.

Utilizzo di altra strumentazione

L’utilizzo di strumenti diversi, di natura meccanica, digitale o elettronica, dovrà seguire i concetti già espressi, di non certificazione clinica o fisioterapica, e di possesso di eventuale “Dichiarazione di conformità CE”, per gli strumenti elettronici, privi di significato diagnostico o terapeutico.

Molto spesso, gli strumenti con “Dichiarazione di conformità CE” non medici o sanitari, ad esempio quelli utilizzati in molte palestre, vengono realizzati dalle Case Costruttrici, comunque con la sicurezza elettronica massima, che è quella per elettromedicali. Ma ciò non significa che siano gli elettromedicali del medico o sanitario. In ogni caso, ciò è specificato chiaramente nella menzionata Dichiarazione di conformità e nella guida d’istruzioni di ogni apparecchio. I Reflessologi della Postura, potranno richiedere, a maggior garanzia, alla Casa costruttrice o distributrice, al momento dell’acquisto dell’apparecchio, di aggiungere nella fattura la dizione: “trattasi di strumento utilizzabile da professionista posturologo non medico o sanitario”.

Si ricorda che esiste una norma di legge precisa, che vieta comunque alla Casa costruttrice o distributrice, di vendere elettromedicali per il personale medico o sanitario a coloro che non ne possiedano i requisiti accertati (commercio a persona inidonea ad acquistare un elettromedicale di classe medica; reato art. 9, 2° e 3° comma della L. n° 175 del 05.02.1992, in relazione al D.M. del 03.05.1954: Norme in materia di repressione dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie). Per cui, se la Casa Costruttrice vende uno strumento al non medico o sanitario, si ritiene implicito il concetto che trattasi di strumento non elettromedicale-sanitario.

Non è comunque consentito al Reflesso-posturologo l’utilizzo di strumenti clinici o sanitari.

Possibilità aperta invece per alcuni strumenti definiti “dispositivi medici”, non rientranti negli elettromedicali sanitari, in quanto tale uso è previsto anche per i non medici e sanitari. La definizione liberatoria per lo strumento acquistato, già menzionata, inserita nella fattura rilasciata dal venditore, è comunque sempre consigliata. La pedana sensoria utilizzabile dal reflessologo della postura, può infatti essere inserita nella categoria dei “dispositivi medici” – anche se non “di tipo ortopedico” – in quanto a norma CE per le sicurezze elettroniche. Infatti, molti dispositivi medici non sono di appannaggio dell’operatore medico o sanitario. Ad esempio, lo sfigmomanometro, manuale o elettronico, è un dispositivo medico alla portata di tutti gli adulti e non costituisce un illecito misurare la pressione, anche da parti di privati, anche verso terzi, se tale misurazione non è seguita da lettura diagnostica (Cass. Sez. VI –20 giugno – 6 settembre 2007, n. 34200; Sez. VI, 30 luglio 2001, n. 29961). Un altro esempio di dispositivo medico adatto a tutti è illustrato a fianco.

Si può facilmente evincere, quindi, che il concetto di “dispositivo medico” non implica necessariamente l’utilizzo del medesimo da parte esclusiva di un medico o di un operatore sanitario. Il Ministero della Salute ha recentemente ammesso nella categoria “dispositivi medici”, anche ausilii che non sono riconosciuti dalla scienza medica. Un esempio tratto da un’inserzione, in cui si illustra il dispositivo medico “H7 Insonnia Control”, basato esclusivamente su concetti della medicina tradizionale cinese, non riconosciuta dal menzionato Classificatore ICD sulle diagnosi e procedure terapeutiche ufficiali. Di conseguenza, risulta evidente che “dispositivo medico” non assume significato di strumento atto a concludere diagnosi o a effettuare terapie sanitarie.

Quindi, la funzione del posturologo che utilizza pedane sensorie o altri strumenti a lui consentiti, è quella di un semplice tecnico complementare, facilitatore per l’utente, atto a servirlo, assicurandosi che il medesimo permetta alla pedana di effettuare le misure stabilite in modo esatto, per i fini delle rilevazioni bioenergetiche per cui la stessa è stata progettata. Misure che poi il software dedicato esegue automaticamente. Posizione ben diversa dal posturologo sanitario, che effettua rilevazioni baropodometriche (con pedana vera elettromedicale, diversa da quella in oggetto) e ne interpreta direttamente il risultato, anche evidenziando la realtà di piedi cavi o piatti, da sottoporre ad eventuale successiva valutazione clinica definitiva dell’ortopedico.

Il Reflessologo della Postura potrà utilizzare anche strumenti semplici, meccanici o a batteria, tutti non invasivi; quali rullini iperemici, cercapunti, anche provvisti di blando elettro-stimolatore di punto reflessologico cutaneo; magnetini a dimora, semi di vaccaria; stimolatori di calore su punti cutanei reflessologici (moxatori) e altri strumenti affini. Inoltre, impedenziometri, ove l’intero calcolo viene eseguito dal software dedicato, in quanto, anche in questo caso tale attività esula da quella clinico-sanitaria.

Repetita juvant: in tutti gli esempi indicati, non deve essere emessa diagnosi medica, né il trattamento potrà essere effettuato a scopo fisioterapico e riabilitativo.

Dal testo del Consenso informato, l’utente verrà correttamente edotto sulle procedure, possibilità e anche limiti dell’intervento professionale del Reflessologo della Postura, trattamento appartenente al campo delle “biodiscipline naturali” e non a quello della diagnosi medica e delle terapie sanitarie. Ciò, ad ulteriore prova di quanto qui esposto, circa l’attività nonsanitaria del reflesso-posturologo professionista.

Il Reflesso posturologo informerà l’assistito

  • Di essere operatore professionale di Reflessologia posturale;
  • Che detta Posturologia è una branca delle Biodiscipline naturali e non della Medicina;
  • Di lavorare nel rispetto della normativa vigente comunitaria, e lo specificherà chiaramente;
  • Di esercitare l’attività come disciplinata dalla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013;
  • Di non essere medico;
  • Di non effettuare né diagnosi né terapie. Di conseguenza, dichiarerà implicitamente anche di non essere fisioterapista, né podologo o tecnico ortopedico, o altra figura sanitaria.
  • Sottolineerà l’invito a rivolgersi al medico per qualunque necessità e a non interrompere terapie mediche o fisioterapiche.

In genere, il posturologo non fa spogliare i suoi assistiti, se non appena quel tanto per valutare più agevolmente la struttura corporea, e comunque evita in modo assoluto di far denudare gli utenti.    

È inoltre utile che il Reflesso-Posturologo sottoscriva un consenso informato, anche tra egli stesso, il direttore sanitario e il titolare della struttura ove opera.

  • La Posturologia, ovvero esame della postura, è un’arte che deve essere ancora avallata dal Ministero della Salute italiano.
  • La Posturologia non è contemplata dal Classificatore ufficiale del Ministero “ICD-9”, né nel settore diagnostico, né in quello terapeutico.
  • Le metodiche kinesiologiche, delle catene posturali, l’uso di plantari propriocettivi non ortopedici, la reflessologia dei Trigger Point, utilizzate in Posturologia, sono metodologie bioenergetiche e non sanitarie, quindi non aventi valore legale, clinico-medico, o sanitario. Dunque, nessuna interposizione con le attività di medico, fisioterapista, sanitario, tecnico ortopedico o affine.
  • Eventuali strumenti, ausili e supporti suggeriti dal Reflessologo della Postura, sono mezzi atti a rinforzare e ottenere l’armonia posturale, intesa come corretto posizionamento e funzionamento delle catene muscolari, In tale ambito, essi risultano leciti nel loro utilizzo delimitato.
  • Il Reflessologo della Postura, diplomato ai Master di Posturologia universitari italiani, è un laureato o diplomato con titolo equiparato, che ha svolto un percorso di formazione riconosciuto di circa 1500 ore, con 60 CFU.

Norma transitoria  secondo l’Art. 30 dello Statuto dell’Associazione APDB

Possono esercitare la presente attività professionale ed essere iscritti all’Associazione APDB anche tutti coloro i quali abbiano da almeno 5 anni svolto l’attività con documenti fiscali e/o altri documenti comunque idonei a fornire la prova richiesta e abbiano i requisiti previsti per i soci dall’art. 9 del medesimo Statuto.

Allegato: Perizia Medico Legale sulla Reflesso-Posturologia.